Chi sono?
Ti racconto qualcosa su di me
Sara Kaleb
Mentore, formatrice e facilitatrice di Embodiment · Fascia · Flow to Grow
Sono mentore, formatrice e facilitatrice di Embodiment. Il mio lavoro nasce dall’incontro tra corpo, percezion, ricerca e conoscenza e si rivolge a chi desidera comprendere più profondamente il proprio modo di stare nel mondo, attraversare il cambiamento e sviluppare una relazione più consapevole con il corpo.
Per oltre 15 anni ho lavorato in ambito accademico nel campo della Biologia Ambientale. Questo percorso mi ha dato uno sguardo scientifico e sistemico sul corpo e una particolare attenzione alla capacità di rendere accessibili conoscenze complesse senza perderne la profondità.
Nel mio lavoro intreccio Embodiment, fascia, movimento e regolazione del sistema nervoso, esplorando il modo in cui percezione, stato corporeo, ambiente e relazione partecipano continuamente alla nostra esperienza. Attraverso Flow to Grow porto questi principi nel movimento, creando pratiche che aiutano a sviluppare ascolto, adattabilità, capacità e possibilità di scelta.
Sono socia fondatrice e presidente di APIFE - Associazione Professionale Italiana Facilitatori di Embodiment, il primo ente in Italia che si occupa di formazione nel campo dell'Embodiment. Dal 2020 conduco il progetto SMILE (Sclerosi Multipla, Interocezione, Ludicità ed Embodiment), dove esploro il ruolo dell’esperienza corporea anche nella relazione con la malattia e il cambiamento.
Il mio approccio è esperienziale, sensoriale e orientato alla relazione. Mi interessa il corpo nella sua complessità: il corpo che percepisce, che apprende, che si adatta, che conserva tracce della propria storia e che continua a trasformarsi nel rapporto con ciò che lo circonda.
È da qui che nasce Saggezza nel Corpo: uno spazio per esplorare l’Embodiment e la fascia e per imparare a stare con ciò che c’è, lasciando emergere nuove possibilità di sentire, comprendere, scegliere ed essere.
Ti invito a ascoltare il tuo corpo, muoverti
con coscienza e vivere con coerenza:
l’embodiment è uno spazio dove
trovare forza, libertà e autenticità ogni giorno.


Missione
La mia missione è accompagnare le persone a ritrovare il proprio corpo come bussola di saggezza, riconoscere e valorizzare la propria sunicità, sciogliere tensioni e resistenze, e incarnare forza, presenza e leadership autentica nella vita personale e professionale.
Attraverso percorsi di embodiment, trauma awareness, neuroscienze applicate e pratiche somatiche originali, desidero creare spazi trasformativi in cui le persone possano esplorare il proprio corpo, riconnettersi al ritmo naturale e sviluppare strumenti concreti per regolare il sistema nervoso, mantenere energia, confini chiari e un senso profondo di coerenza.
La mia missione è anche diffondere la professionalità dell’embodiment in Italia, contribuendo a far crescere una comunità di facilitatori e facilitatrici consapevoli e competenti.
Embodiment Femminile
Desidero contribuire alla creazione di un ecosistema di Embodiment Femminile in Italia in cui ogni donna possa sentirsi radicata, ascoltata e pienamente autonoma nel proprio corpo, e dove la leadership, la creatività e la sensibilità siano considerate risorse preziose da coltivare.
Voglio che le donne abbiano strumenti concreti per trasformare la propria sensibilità in potere, regolare il sistema nervoso, stabilire confini chiari e incarnare autenticità in ogni ambito della vita, contribuendo a una società più consapevole, empatica e presente.


Non negoziabili
1. Il corpo come fonte di conoscenza
Il corpo partecipa a ciò che viviamo e ci offre continuamente informazioni. Imparare ad ascoltarlo significa sviluppare una relazione più consapevole con ciò che sentiamo, senza separarlo dalla nostra storia e dal contesto in cui viviamo.
2. Presenza e sicurezza
Ogni esperienza ha bisogno di uno spazio sufficientemente sicuro per poter essere esplorata. Si rispettano i confini, i tempi, i ritmi e le possibilità di ogni persona.
3. Capacità di stare con ciò che c’è
La regolazione del sistema nervoso è una capacità che si coltiva nel tempo. Mi interessa aiutare a sviluppare la possibilità di stare anche con ciò che è difficile, intenso, ancora poco chiaro o incerto, senza doverlo cambiare immediatamente.
4. L’esperienza prima della teoria
La conoscenza del corpo passa attraverso l’esperienza. Movimento e sensazione diventano modi per conoscere ciò che viviamo e ampliare le nostre possibilità di risposta.
5. Trauma awareness
Ogni corpo ha una storia. La teniamo presente creando pratiche e percorsi rispettosi delle esperienze e delle risorse della persona.
6. Un corpo in relazione
Il corpo esiste sempre in relazione: con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che abitiamo. Per questo consideriamo anche ciò che accade intorno a noi come parte dell’esperienza corporea.
7. Integrità e possibilità di scelta
Non cerchiamo una versione ideale di noi stessi. Coltiviamo la capacità di sentire ciò che accade, riconoscere i nostri pattern e trovare, quando possibile, nuove possibilità di scelta.
Il mio percorso formativo
Sono arrivata al corpo da due direzioni.
Ci sono spinte che mi accompagnano da quando ho memoria di me: la curiosità, il piacere del movimento e l’amore per la natura, che sia il mare o una foresta.
Forse è anche per questo che sono arrivata alla scienza. Ho studiato Scienze Naturali, conseguito un PhD in Biologia Ambientale e lavorato per oltre 15 in ambito accademico. Ho osservato organismi, ambienti e relazioni, cercando di comprendere come i sistemi viventi si organizzano e si adattano al cambiamento.
In parallelo, cresceva un’altra ricerca: quella sul corpo vissuto. Da oltre vent’anni pratico Yoga e negli anni ho esplorato meditazione, movimento consapevole ed Embodiment, cercando di comprendere il corpo anche dall’interno, attraverso la percezione e l’esperienza.
Molte persone hanno avuto un ruolo importante nel plasmare la mia professionalità, la mia comprensione dell’Embodiment e il modo in cui oggi lo porto nel lavoro. Mark Walsh, Deb Dana, Peter Levine, Stephen Porges, Arielle Schwartz, Liz Peters e Thomas Hübl sono tra le figure che hanno lasciato un’impronta significativa nel mio percorso, insieme a molte altre persone incontrate lungo la strada.
Ho approfondito l’Embodiment attraverso diverse formazioni con Embodiment Unlimited, la scuola fondata da Mark Walsh, con cui ho anche collaborato portando un suo workshop a Trieste. Ho studiato l’Embodiment Femminile attraverso un programma di Embodied Female Leadership e il rapporto tra embodiment, gioco e improvvisazione con Liz Peters.
Ho approfondito il sistema nervoso, il trauma e la regolazione del sistema nervoso attraverso formazioni con docenti come Deb Dana, Jeffrey Rutstein, Arielle Schwartz, Stephen Porges e Gabor Maté, e attraverso un training specialistico con Peter Levine, fondatore del Somatic Experiencing.
La curiosità per il corpo mi ha portata poi verso lo studio del movimento consapevole, della fascia e del piede, fino alla formazione in movimento consapevole e Flow.
Tutto questo non forma un metodo preso da una singola scuola. È il terreno da cui è nato il mio modo di lavorare: un Embodiment che tiene insieme esperienza e conoscenza, corpo e ambiente, percezione e movimento, e che accompagna le persone a stare con ciò che c’è per poter riconoscere nuove possibilità di scelta.