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Facilitare non deve svuotarti: cosa succede davvero al tuo sistema nervoso

Facilitare non deve svuotarti

All’inizio della mia carriera succedeva anche a me.

Lo vedevo nelle sessioni più difficili e, con il tempo, ho notato che succedeva anche a colleghe senior, esperte.


Se sei psicologa, counselor, insegnante di yoga o operatrice olistica, probabilmente ti riconosci subito in questi esempi:


Dopo una sessione difficile ti senti completamente svuotata.


Quando emergono emozioni pesanti non sai più cosa è tuo e cosa non lo è.


Ami fare corsi e cerchi, ma spesso la lezione dura più del previsto.


Gli imprevisti ti fanno perdere centratura.


Tendi a overdelivering: dai tutto, e anche di più.


Nei cerchi senti che qualcuno supera un limite, ma non sai bene come intervenire.


Molte professioniste inquadrano queste tendenze come difetti personali, ma sappi che non emergono per caso e sono più frequenti di quanto immagini.

Si tratta di un fenomeno diffuso, e uno dei motivi principali è che nella maggior parte dei percorsi formativi questi aspetti vengono trattati in modo teorico oppure completamente bypassati.


Si insegna la teoria, a volte la pratica, molto meno cosa succede nel corpo di chi facilita, ancora più raro è trovare un metodo che offra strumenti chiari e precisi.


Perché ti svuoti e perdi il contatto con te stessa durante o dopo le sessioni?


Il tuo corpo fa un lavoro che nessuno ti ha insegnato a riconoscere né a regolare.

Ecco cosa succede:


1. Il corpo come contenitore emotivo


Quando faciliti, il tuo sistema nervoso entra in co-regolazione con quello delle altre persone, è pura neurobiologia. Il problema nasce quando il corpo assorbe ciò che non è nostro, trattiene, si identifica con, non scarica.


Il risultato? Ti senti svuotata a fine sessione.

Guess what? Non deve essere così, e si puoi farci qualcosa. Più avanti ti dirò come.


2. Confini sentiti, ma non incarnati


Molte professioniste percepiscono perfettamente quando un confine viene superato.

Il corpo lo segnala subito. Ma se non c’è un embodiment responsivo, la postura, il tono, i gesti e le pause si modificano in modo inconsapevole.

E gli altri lo sentono.


3. Struttura come appoggio


Quando una lezione si allunga o un imprevisto destabilizza, la centratura spesso è appoggiata alla forma esterna (programma, timing, rituale) invece che al corpo.

Quando la forma salta, il sistema va in allerta.


4. Overdelivering


Dare troppo non è sempre generosità. Spesso è una risposta adattiva:


“Se do di più, resto al sicuro.”

Il corpo impara a regolarsi attraverso la prestazione.

Il limite diventa una minaccia, non una risorsa.


5. Iper-responsabilità


Sentirsi responsabili non solo del processo, ma dello stato emotivo finale, a scapito del proprio.


6. Stanchezza decisionale post-sessione


Anche scelte semplici diventano faticose. Non è debolezza ma un sistema che ha lavorato intensamente senza recupero.


La scienza dietro questi pattern: facilitare e sistema nervoso


Questi fenomeni sono coerenti con ciò che sappiamo oggi su sistema nervoso, relazione e carico cognitivo ed emotivo nelle professioni di cura.


Teoria Polivagale (Stephen Porges, Deb Dana)

Attivazione simpatica prolungata o ipercoinvolgimento ventrale → collasso postumo


Neuroscienze relazionali

Co-regolazione continua senza differenziazione → fusione emotiva


Scienze cognitive incarnate

Decisione e azione efficace emergono dal corpo regolato, non dalla mente che controlla


Il nodo centrale è che il corpo viene usato per reggere, piuttosto che per condurre, e questo ha un costo, a volte portando a sovraccarico oppure al burnout.


Professioni di cura e sistema nervoso

Quali soluzioni esistono


Spesso si tende a pensare che il problema sia un'empatia eccessiva, oppure una mancanza di vocazione o forza. Nulla di tutto ciò, quello che serve è coltivare la capacità del sistema nervoso e serve un metodo chiaro.


Io ho smontato questi aspetti, li ho studiati, fatto corsi specifici, sperimentati con centinaia di donne e ho creato il metodo CORPO VIVO™ per professioniste.


CORPO VIVO™ è un’esperienza concreta, pratica e potente, pensata per chi già lavora nel campo e sa che continuare così non è più sostenibile.


Si basa su embodiment e archetipi, regolazione del sistema nervoso, neuroplasticità ed è trauma informed.


Il metodo aiuta a trasformare la gestione emotiva e corporea in una vera competenza incarnata. Ti dà un framework chiaro per la tua autoregolazione e la tua presenza professionale


Aspetti che approfondiremo


1. Regolazione del sistema nervoso in tempo reale


aumentare la finestra di tolleranza


ridurre il carico allostatico


facilitare il ritorno allo stato di sicurezza


Prima, durante e dopo.


2. Confini somatici, non solo verbali


sentiti nel corpo


visibili nella postura


trasmessi nel tono


3. Chiusura dei cicli


temporale


energetica


corporea


4. Uso del corpo come riferimento decisionale


come bussola


come ancora


come fonte di saggezza



Se sei esausta, stanca di dare sempre tutto senza sentire supporto, e senti che il tuo lavoro non ti fa respirare, questa è la tua occasione.

Ti propongo la call di orientamento embodied, uno spazio di 30 minuti pensato per percepire ciò che sostiene e ciò che drena le tue energie e per esplorare assieme se CORPO VIVO™ è il percorso giusto per te.


Puoi farlo QUI.


Professioni di cura e self care

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Ciao, sono Sara Kaleb

Guida, Mentore e Facilitatrice di Embodiment Femminile

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La mia mission è accompagnare le donne a ritrovare il proprio corpo come bussola di saggezza

Ci sono momenti in cui non è la mente a essere confusa.
È il corpo che non può più reggere il ruolo di quella che continua a lavorare su di sé.

Succede a molte donne consapevoli, sensibili, impegnate in un percorso di crescita.
E succede molto spesso a chi lavora nel benessere, nella relazione d’aiuto, nella cura.

Donne che hanno letto, studiato, praticato.
Che sanno accompagnare gli altri, tenere spazio, sostenere processi.
E che proprio per questo faticano a capire perché, a un certo punto, qualcosa si inceppi dentro di loro.

Quando il corpo rallenta, si irrigidisce o sembra “impantanato”,
non è mancanza di volontà, né resistenza al cambiamento.
È un segnale di intelligenza.

Saggezza nel corpo nasce per incontrare quel segnale senza forzarlo,
e per accompagnare chi ha già fatto molta strada
a smettere di spingere
e iniziare ad ascoltare da un altro livello.

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