Facilitare non deve svuotarti: cosa succede davvero al tuo sistema nervoso
- sarakaleb
- Dec 29, 2025
- 4 min read

All’inizio della mia carriera succedeva anche a me.
Lo vedevo nelle sessioni più difficili e, con il tempo, ho notato che succedeva anche a colleghe senior, esperte.
Se sei psicologa, counselor, insegnante di yoga o operatrice olistica, probabilmente ti riconosci subito in questi esempi:
✺ Dopo una sessione difficile ti senti completamente svuotata.
✺ Quando emergono emozioni pesanti non sai più cosa è tuo e cosa non lo è.
✺ Ami fare corsi e cerchi, ma spesso la lezione dura più del previsto.
✺ Gli imprevisti ti fanno perdere centratura.
✺ Tendi a overdelivering: dai tutto, e anche di più.
✺ Nei cerchi senti che qualcuno supera un limite, ma non sai bene come intervenire.
Molte professioniste inquadrano queste tendenze come difetti personali, ma sappi che non emergono per caso e sono più frequenti di quanto immagini.
Si tratta di un fenomeno diffuso, e uno dei motivi principali è che nella maggior parte dei percorsi formativi questi aspetti vengono trattati in modo teorico oppure completamente bypassati.
Si insegna la teoria, a volte la pratica, molto meno cosa succede nel corpo di chi facilita, ancora più raro è trovare un metodo che offra strumenti chiari e precisi.
Perché ti svuoti e perdi il contatto con te stessa durante o dopo le sessioni?
Il tuo corpo fa un lavoro che nessuno ti ha insegnato a riconoscere né a regolare.
Ecco cosa succede:
1. Il corpo come contenitore emotivo
Quando faciliti, il tuo sistema nervoso entra in co-regolazione con quello delle altre persone, è pura neurobiologia. Il problema nasce quando il corpo assorbe ciò che non è nostro, trattiene, si identifica con, non scarica.
Il risultato? Ti senti svuotata a fine sessione.
Guess what? Non deve essere così, e si puoi farci qualcosa. Più avanti ti dirò come.
2. Confini sentiti, ma non incarnati
Molte professioniste percepiscono perfettamente quando un confine viene superato.
Il corpo lo segnala subito. Ma se non c’è un embodiment responsivo, la postura, il tono, i gesti e le pause si modificano in modo inconsapevole.
E gli altri lo sentono.
3. Struttura come appoggio
Quando una lezione si allunga o un imprevisto destabilizza, la centratura spesso è appoggiata alla forma esterna (programma, timing, rituale) invece che al corpo.
Quando la forma salta, il sistema va in allerta.
4. Overdelivering
Dare troppo non è sempre generosità. Spesso è una risposta adattiva:
“Se do di più, resto al sicuro.”
Il corpo impara a regolarsi attraverso la prestazione.
Il limite diventa una minaccia, non una risorsa.
5. Iper-responsabilità
Sentirsi responsabili non solo del processo, ma dello stato emotivo finale, a scapito del proprio.
6. Stanchezza decisionale post-sessione
Anche scelte semplici diventano faticose. Non è debolezza ma un sistema che ha lavorato intensamente senza recupero.
La scienza dietro questi pattern: facilitare e sistema nervoso
Questi fenomeni sono coerenti con ciò che sappiamo oggi su sistema nervoso, relazione e carico cognitivo ed emotivo nelle professioni di cura.
✺ Teoria Polivagale (Stephen Porges, Deb Dana)
Attivazione simpatica prolungata o ipercoinvolgimento ventrale → collasso postumo
✺ Neuroscienze relazionali
Co-regolazione continua senza differenziazione → fusione emotiva
✺ Scienze cognitive incarnate
Decisione e azione efficace emergono dal corpo regolato, non dalla mente che controlla
Il nodo centrale è che il corpo viene usato per reggere, piuttosto che per condurre, e questo ha un costo, a volte portando a sovraccarico oppure al burnout.

Quali soluzioni esistono
Spesso si tende a pensare che il problema sia un'empatia eccessiva, oppure una mancanza di vocazione o forza. Nulla di tutto ciò, quello che serve è coltivare la capacità del sistema nervoso e serve un metodo chiaro.
Io ho smontato questi aspetti, li ho studiati, fatto corsi specifici, sperimentati con centinaia di donne e ho creato il metodo CORPO VIVO™ per professioniste.
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Si basa su embodiment e archetipi, regolazione del sistema nervoso, neuroplasticità ed è trauma informed.
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Aspetti che approfondiremo
1. Regolazione del sistema nervoso in tempo reale
✺ aumentare la finestra di tolleranza
✺ ridurre il carico allostatico
✺ facilitare il ritorno allo stato di sicurezza
✺ Prima, durante e dopo.
2. Confini somatici, non solo verbali
✺ sentiti nel corpo
✺ visibili nella postura
✺ trasmessi nel tono
3. Chiusura dei cicli
✺ temporale
✺ energetica
✺ corporea
4. Uso del corpo come riferimento decisionale
✺ come bussola
✺ come ancora
✺ come fonte di saggezza
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